NEWS SETTEMBRE DA PACIFIC TRAVEL
 
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martedì 26 agosto 2014 Home

NEWS SETTEMBRE DA PACIFIC TRAVEL

ANDIAMO INSIEME IN PERU'

Dal 18 al 28 Novembre, sfruttando un'ottima promozione, andiamo insieme in PERU' con partenza da Montecatini in pullman  per l'Aeroporto e nostro accompagnatore per tutta la durata del viaggio.
Un viaggio “irrisistibile”, un caleidoscopio di emozioni che vanno dalla magia dei paesaggi alle leggende dell’impero incaico. Ed ecco Lima “la città dei re”, Arequipa “la città bianca” , il leggendario lago Titicaca, Cuzco “l’ombelico del mondo”, ed infine Machu Picchu, la città perduta degli inca, sospesa al confine tra terra e cielo.
Antichissimi resti di una nobile civiltà. Città di rara bellezza e mistero. La culla della cultura precolombiana ti attende in una regione dalla natura e dai paesaggi inconfondibili.
Un'avventura indimenticabile vi aspetta tra i grandiosi resti delle antichissime città inca e le bellissime città. Ammirerete il sito archeologico più famoso del mondo, Machu Picchu, e scoprirete i mille splendori di Lima "la Città dei Re", per un'esperienza unica in una terra esotica e magica.
Gli immensi e misteriosi disegni tracciati nella terra di Nazca.
I panorami più sorprendenti e i siti archeologici più importanti in una terra selvaggia e incontaminata: visioni da sogno tra natura e storia.
Arriverete sulla cima della Croce del Condor, dalla quale si può ammirare tutto il Canyon dove regna il volo del maestoso animale, visiterete le isole galleggianti degli Uros e il misterioso Tempio di Viraconcha a Raqui: un'avventura unica e indimenticabile tra i paesaggi che videro la magnificenza delle civiltà precolombiane.

Accedi alla pagina  "Le Nostre Partenze" del nostro sito web per consultare il programma di viaggio e le quote di partecipazione.

Raja Ampat: il turchese e lo smeraldo

L’epicentro mondiale di biodiversità, la nuova Micronesia, il paradiso perduto, l’ultima frontiera del diving: questo e molto altro è Raja Ampat. Localizzato ad ovest della penisola del Vogelkop l’arcipelago di Raja Ampat è formato da circa 1.500 isole che punteggiano il mare al largo di Sorong, centro amministrativo della provincia indonesiana di West Papua (ex Irian Jaya). L’arcipelago si articola attorno alle isole principali di Misool, Waigeo, Salawati e Batanta. Il suo nome, Raja Ampat, letteralmente significa ‘I quattro Re’ ed rievoca il tempo in cui, durante il quindicesimo secolo, l’allora potentissimo sultano di Tidore affidò le 4 isole principali dell’arcipelago a 4 Raja. Ancora prima, si hanno testimonianze della presenza di mercanti provenienti dall’isola di Seram che instaurarono un florido commercio di mercanzie, prevalentemente tessili, generalmente scambiate con i prodotti delle foreste limitrofe e gli schiavi catturati durante le numerose guerre tribali che hanno in passato contraddistinto la società papuana. Andando ancora a ritroso, tracce della presenza umana sono state ritrovate nelle numerose grotte di Misool; graffiti risalenti ad almeno 3.000 anni fa testimoniano che la nostra specie abitava queste isole già allora.
Ci sono moltissime ragioni per le quali scegliere Raja Ampat come meta delle proprie vacanze, diving e non solo.
Per descriverne l’ unicità è probabilmente sufficiente citare le sempre nuove definizioni che la comunità scientifica ‘forgia’ per classificare questo incredibile luogo. L’ultima delle tante definisce Raja Ampat come ‘la culla della creazione nel mezzo dell’oceano’.
La concentrazione di forme di vita rinvenibili a Raja Ampat è in assoluto la più alta al mondo un ventaglio di bizzarre varianti biologiche che non ha eguali in tutto il famoso ‘triangolo della biodiversità’, ovvero in quella porzione di globo idealmente posizionata tra Indonesia, Papua Nuova Guinea e Filippine nella quale è stata registrata la più marcata varietà biologica del pianeta.
Un’immersione a Raja Ampat è ciò che più d’ogni altra cosa qualsiasi diver potrebbe desiderare. Di fonte alla bellezza e alla complessità di queste acque non potrete che concordare con quanti definiscono questa nuova destinazione come il non plus ultra del panorama sommerso.
Enormi banchi di pesci, avvistamenti regolari di squali, mante e tartarughe, interazioni ravvicinate con delfini e balene di passaggio sono tra i motivi per cui programmare una crociera o un soggiorno in un resort a Raja Ampat. Indimenticabili giardini sottomarini e relitti della seconda guerra mondiale ne completano il panorama.
Raja Ampat è come un atleta in grado di migliorare continuamente il suoi primati. I record registrati dalle continue spedizioni scientifiche si susseguono ad una velocità tale da conferire a questa nuova destinazione lo status ‘località culto’.
Qualunque specie voi nominiate, molto probabilmente questa risiede nelle acque che circondano l’arcipelago di Raja Ampat.
Cito solo alcune ricerche condotte da autorevoli biologi marini per offrivi dati più credibili delle mie parole.
1 Coralli (studio condotto dal Dott. Jen Veron). Ben il 96% delle specie di Scleractinia (565 specie su un totale di 590) rinvenibili in Indonesia può essere facilmente osservato a Raja Ampat. Jen Veron, durante la sua ricerca, ha in media registrato 87 specie diverse per singola immersione.
2 Molluschi (studio condotto dal Dott. Fred E. Wells). Il numero di molluschi registrati e’ stato più alto che in ogni altra ricerca condotta dal Western Australia Museum. Ben 734!
3 Pesci di barriera (ricerca condotta dal Dott. Gerard R. Allen). Il precedente record/benchmark di 200 pesci diversi avvistati durante una singola immersione è stato battuto per ben 2 volte dal Dott. Allen che, in 2 differenti immersioni, ha potuto registrare l’incredibile numero di 283 e 281 specie (183.6 è stato numero medio di specie per immersione). In totale, le acque di Raja Ampat ospitano ben 1.087 specie di pesci di barriera!

In sintesi, l’opinione largamente condivisa è che la biomassa che popola i fondali di Raja Ampat è nettamente maggiore che nelle regioni precedentemente considerate epicentro di biodiversità, ovvero la baia di Milne (Papua Nuova Guinea), le isole Togian e Banggai (Sulawesi Centrale-Indonesia) e le isole Calamianes (Filippine).
Durante una crociera a Raja Ampat vedrete coralli morbidi di dimensioni inimmaginabili gonfiarsi come giganteschi polmoni, per poi rilasciare gentilmente lenti ‘venti sottomarini’ sulla vita del reef.
In questa sinfonia di colori la porpora si unirà all’arancione più scintillante, il blue cobalto delle profondità marine si spegnerà gentilmente nel turchese tendente al verde dei fondali da cui affiorano scogli ammantati da una foresta che definire lussureggiante è eufemistico. Le pareti verticali, le grotte e i pinnacoli vi doneranno un ambiate carsico sottomarino di incomparabile bellezza. Banchi di jackfish offuscheranno l’orizzonte subacqueo come enormi fluttuanti tende argentee. Coloratissimi sweetlip ondeggeranno ritmicamente sopra il pigro riposo degli ‘squali moquette’ (Wobbegong) mentre i colori brillanti dei fondali daranno tono a questo incredibile mix di riflessi e mimetismo.
Raja Ampat è già una leggenda, un luogo destinato a rimanere a lungo sugli annali, un vero benchmark per tutti coloro che praticano diving o cercano la località ancora immacolata. Raja Ampat è il turchese del mare che si unisce allo smeraldo delle isole che a centinaia punteggiano questo magnifico angolo di paradiso.
Raja Ampat è probabilmente la migliore destinazione diving del pianeta ma non solo. E’ anche una destinazione imperdibile per gli amanti della natura e delle spiagge, un luogo in cui i maestosi e bellissimi casuari – uccelli simili agli struzzi che posso raggiungere i 2 metri d’altezza – adornano le verdeggianti foreste che ammantano questi straordinari ‘panettoni carsici’. Raja Ampat è anche il luogo in cui imbattersi nel leggendario ‘uccello del paradiso’, l’essere per la cui bellezza si sono mossi ricercatori del calibro di Alfred Wallace.
Raja Ampat è un arcobaleno a più dimensioni: il blu e lo smeraldo del mare, le gocce di colore del suo giardino ornitologico, l’azzurro intenso del cielo, di notte risucchiato oltre l’atmosfera verso il nero più profondo, il multicolore universo sottomarino e tramonti che vi avvolgeranno in sensazioni indelebili.
Una rassegna senza fine di gorgonie e spugne coloratissime completano questo vero e proprio caleidoscopio marino.
E se non dovesse bastare quanto già citato, l’arcipelago di Raja Ampat rappresenta l’habitat naturale per un ospite davvero inusuale, lo squalo Epaulette, un vero e proprio mutante che si è adattato nel tempo alla vita da fondale a tal punto da aver ‘convertito’ le pinne pettorali in vere e proprie zampe con cui si sposta tra i coralli della sua fantastica residenza.
Senza correre il rischio di esagerare, Raja Ampat vanta anche il primato del ‘parco relitti’. Sembra davvero piovere sul bagnato quando si cerca di descrivere questa destinazione ma è un fatto oggettivo che le acque che circondano i suoi affioramenti rocciosi conservano la più completa collezione di relitti giapponesi e americani rinvenibile in Indonesia. Alcuni di essi sono annoverati dalle riviste specializzate come tra i meglio conservati in assoluto. E’ il caso del P-47 D Thunderbolt ‘Razorback’, un aereo americano che, grazie alle particolari condizioni ambientali, giace in uno stato di perfetta conservazione a 20 metri di profondità. Il mare ha qui di fatto ‘mummificato’ il suo corpo metallico sottraendolo sorprendentemente all’inesorabile avanzata del tempo.
Il paesaggio naturalistico è tanto sorprendete quanto lo è la presenza umana. Non sarà possibile dimenticare l’ospitalità dei papuani, il loro carattere forte esternato da un portamento e da un abbigliamento che tradisce il loro passato guerriero, gli incontri con le popolazioni locali la cui vita è scandita dalle stesse ancestrali credenze che migliaia di anni fa hanno ispirato i graffiti delle caverne di Misool.
Raja Ampat gode della fama di vero e proprio paradiso perduto, uno degli ultimi luoghi al Mondo a non essere stato ancora toccato dal braccio distruttivo della modernizzazione. L’orografia del territorio (ben 1.500 isole), la lontananza dai centri urbani (Manado, la più vicina delle grandi città indonesiane, dista un’ora d’aereo da Raja Ampat), la difficoltà’ degli approvvigionamenti di generi di prima necessità, sono tutti fattori che hanno reso possibile la conservazione quasi perfetta di questo inestimabile ecosistema.
Raja Ampat non tradirà le vostre aspettative. Per gli amanti del macro, per quelli del drift-diving in corrente moderata, per i cultori della speleologia marina o dei relitti, per un semplice indimenticabile snorkeling o per le sue spiagge da sogno. L’unico problema che eredirete da un soggiorno in questa parte del mondo è che dopo Raja Ampat qualunque altra destinazione vi sembrerà …. una boccia di pesci rossi.

 

 
 
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