IL NOSTRO MADAGASCAR Novembre 2012

"Ciò che l'Occhio ha visto, il Cuore non dimentica" (proverbio malgascio) NATURA ALLO STATO PURO, NO, ALEX,MARTY,MELMA E GLORIA DEL CARTONE ANIMATO NON LI TROVERETE.IN COMPENSO, IN MADAGASCAR, VI ASPETTIANO I LEMURI E TUTTO IL RESTO.E CHE RESTO! E’ la quarta isola più grande del globo, circondata dall’oceano Indiano al Largo della costa orientale dell’Africa ma, soprattutto, è una delle destinazioni in cui l’uomo può ancora sentirsi parte di una natura che quasi lo sovrasta lasciandolo senza parole. Qui vive il cinque per cento della specie animali del mondo, lemuri in testa, e l’aggettivo incontaminato si addice a ogni angolo del Paese, comprese le spiagge dalle cui acque non si vorrebbero mai uscire. Quando andare? Sempre, vien da dire, anche se il periodo migliore è sicuramente quello che va da aprile a inizio novembre. La natura nell’isola non ha paragoni e pianificare un tour tra i suoi parchi è fondamentale per poter immergersi in ambienti ancora preservati ma strutturati per accogliere i visitatori. Tappa da non perdere è il Parco nazionale Montagna d’Ambra, situato nella parte più settentrionale del Paese e sviluppato attorno a un massiccio di origine vulcanica alto più di 1.400 metri. Qui il paesaggio è un susseguirsi di cascate e laghetti che compaiono quasi all’improvviso tra la magnifica e lussureggiante foresta pluviale. Il parco si snoda lungo una pista di circa venti chilometri e, per visitarlo, potete aggregarvi alle visite guidate che partono dall’ingresso o muovervi autonomamente. In quest’ultimo caso non mancate di vedere il Petit Lac, un piccolo lago vulcanico, la Grande Cascata, spettacolare per la sua altezza di ben ottanta metri, la Piccola Cascata, quasi uscita da un quadro con la piscina naturale dove le felci ricoprono le rocce, e il Lac Maudit, lago di montagna posto proprio sotto la Montagna d’Ambra. Mentre camminate tenete alta l’attenzione: potreste incrociare un lemure, vero simbolo del Madagascar. Altra escursione immancabile è quella alla Riserva naturale integrale Taigny de Bemaraha, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’umanità e posta a ovest dell’isola, vicino alla costa occidentale. Potete ammirare 430 specie botaniche, i caratteristic tsigny, formazioni rocciose calcaree a forma di guglia. L’isola profumata vi aspetta. Nosy Be, isola ampia trecento chilometri situata a circa otto chilometri delle coste del Madagascar, è un vero paradiso per gli amanti del mare grazie anche a un clima unico dove l’umanità è pressoché assente con una temperatura media di 27 gradi. Il nome con cui è conosciuta la dice lunga sulla vegetazione: un tripudio profumato di vaniglia, caffè, cacao e ylang ylang. L’acqua? Vero cristallo in tutte le tonalità dell’azzurro e del blu con spiagge ombreggiate dalle palme dove si trovano resort e alberghi capaci di soddisfare le esigenze sia di chi si muove con la famiglia sia di chi è in coppia con la voglia di romanticismo. Che località scegliere? Ambatoloaka – Madirokely è sicuramente il centro più ricco di vita, anche notturna, e di attrazione e annoiarsi è veramente impossibile. Più tranquilla è, invece, Ambrondona, vero gioiello con strutture di livello. Nosy Be fa la felicità anche di chi ama vivere il mare non solo in superficie. Center attrezzati non mancano cosi come le occasioni di belle immersioni che, anche se generalmente non molto profonde, offrono lo spettacolo di una vita sottomarina unica. Se siete appassionati di subacquea non potete però mancare di recarvi a Nosy Tanikely, isoletta distante mezz’ora di barca da Nosy Be. L’area marina protetta fa felice anche chi si limita a cimentarsi con lo snorkeling per la varietà e la ricchezza di pesci colorati. Il vero protagonista della cucina locale è il riso tanto che ogni abitante ne consuma ogni anno oltre centotrenta chili. Quello che è, quindi, il piatto principale viene abbinato, a seconda della zona in cui soggiorniate, a prodotti del territorio. Lungo le coste ecco che pesce e crostacei la fanno da padrone mentre all’interno trovate carne di maiale, zebù e di pollo. Tenete presente che l’influenza francese è forte anche a tavola e che è impossibile resistere alla frutta, chiaramente esotica. Provate non solo ananas, cocco e banane ma anche frutti più particolari come litchi e il frutto del baobab. E cosa bere di veramente tipico? La Betsabetsa, una bevanda alcolica che si ricava dalla lavorazione della canna da zucchero.


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